Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

La storia dell’impatto antropico scellerato e le possibili soluzioni.

Curare l’ambiente per curare anche l’uomo!

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Dott. Michele Saracino (agronomo nutrizionista)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Auditorium Scuola Media Via Martiri d’Otranto, Muro Leccese (LE), venerdì 27, 2020, ore 18

info. +39 3494340474

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella

“Il COdiRO è solo un sintomo di quella terra morente uccisa dall’economia di profitto.
Il Salento andrebbe evacuato.
L’emergenza xylella è stata inventata per coprire il vero disastro facendone un altro e così da poter continuare tranquillamente a trarre profitto sulla pelle della gente che è complice del disastro stesso e il turismo ne è un apparente insospettabile esempio.”
(Gino Ancona)

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Dott. Michele Saracino (agronomo nutrizionista)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Sala delle Tabacchine, Piazza Municipio, Castri di Lecce, venerdì 21, 2020, ore 18
Info. +39 3494340474

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

La storia dell’impatto antropico scellerato e le possibili soluzioni.

Curare l’ambiente per curare anche l’uomo!

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Teatro Comunale di Leverano (LE), venerdì 7, 2020, ore 18

info. +39 3494340474

PER UN RILANCIO DELLE PRATICHE AUTOGESTIONARIE

Unione SIndacale Italiana U.S.I. A.I.T.

Facendo seguito all’impegno preso a Riotorto, durante il riuscito dibattito sull’autogestione, ritengo doveroso lanciare a tutte le sezioni e a tutti i compagni il seguente appello:
PER UN RILANCIO DELLE PRATICHE AUTOGESTIONARIE:

  SOLIDARIETA’- LIBERA COOPERAZIONE E MUTUALISMO

L’Unione Sindacale Italiana è un’associazione di lavoratori che lotta per tutti i lavoratori, per la difesa delle condizioni di lavoro e di vita di tutti gli sfruttati. Una difesa che non sia solo resistenza, che pure è necessaria, ma capacità di immaginare, progettare e praticare alternative all’esistente. A costruire, anche e fin da subito pezzi di una società altra e antagonista rispetto a quella in cui viviamo.

Tre sono quindi le linee d’azione che dovremmo perseguire a parità di impegno:

 -L’attività sindacale in senso stretto, ovvero quella sui posti di lavoro, che è irrinunciabile e dovrebbe essere condotta in senso egualitario e ricompositivo rispetto alle divisioni create fra i lavoratori. Quindi, in coerenza con quelle che sono le nostre rivendicazioni nella piattaforma nazionale, l’abbattimento delle barriere tra lavoratori a tempo indeterminato, quelli variamente precari e quelli in appalto o in subappalto, richiedendo salari e condizioni normative uguali per tutti a parità di lavoro svolto.

– La presenza, attiva e fondata sull’azione diretta, nelle mobilitazionie nelle lotte sociali, a livello locale come nazionale, siano esse di tipo ambientale, antimilitarista, antirazzista, contro il caro-vita; denunciando però le illusioni politiciste e referendarie

– Lo sviluppo di concrete pratiche autogestionarie, mutualiste e solidariste e il collegamento fattivo tra quelle che già, pur disperse, esistono. Nella consapevolezza però che la parola va data ai fatti più che alle teorizzazioni.

 Purtroppo, proprio quest’ultimo terreno lo abbiamo colpevolmente abbandonato da troppo tempo a culture politiche che nulla hanno a che spartire con i suoi valori più profondi.

E’ necessario dunque riprendere l’impegno sul piano autogestionario. Ed è soprattutto vitale, perché la crisi è sempre più dirompente per gli sfruttati e li riduce sempre più a puro livello di sopravvivenza.

Non possiamo e non dobbiamo non farci carico di queste necessità, perché la prospettiva autogestionaria fa parte del nostro DNA e si collega direttamente alle esperienze fatte dal movimento dei lavoratori fin dai suoi albori.

USI–Arti e Mestieri è in questa prospettiva uno strumento molto importante. E’ necessario dunque rilanciarlo, con forza e subito.

Guido Barroero

Segretario  nazionale  USI-AIT

U.S.I. Arti e Mestieri A.I.T. – Nuovo Statuto

USI AeM-AIT

Nuovo  statuto approvato in sede congressuale

in Genova 7/8 maggio 2011

 

Nei giorni 7/8 di maggio del 2011 si è riunito in sede congressuale in Genova il nostro Sindacato ed ha approvato all’unanimità le modifiche proposte allo Statuto e quindi deliberato quanto segue come nuovo Statuto.

 

1 – Il Sindacato Autogestito Arti e Mestieri, già costituito in Bologna il giorno 02 di aprile del 2000,  aderisce all’Unione Sindacale Italiana sezione italiana dell’AIT ( Associazione Internazionale dei Lavoratori).

 

2 – Tale sindacato si propone di dar voce e tutelare tutti coloro che agiscono nel tessuto sociale alla ricerca di un percorso autogestionario della cultura e del lavoro.
3 – Il Sindacato Autogestito Arti e Mestieri fa propri i principi e gli scopi indicati nello statuto dell’USI-AIT.
Il suo funzionamento è ispirato allo statuto dell’USI-AIT.
4 – Scopo del sindacato Arti e Mestieri è diffondere il mutuo appoggio tra i suoi aderenti, al fine di difendere il diritto ad autogestire il proprio lavoro e la propria espressività. Tale risultato si raggiungerà sviluppando e promuovendo l’espressione manuale e creativa in ogni sua forma e stimolando la crescita di nuovi rapporti sociali nel rispetto dell’ambiente, dei propri ritmi di vita e della dignità dell’essere umano.

5 – Il sindacato Arti e Mestieri si propone come organizzazione di tutti i soggetti inseriti in tutti gli ambiti lavorativi e attività artistiche, artigianali e agricole: cioè tutti coloro che svolgono attività culturale e manuale e che si pongono come obiettivo il superamento della “logica di mercato”. Il sindacato incentiva e promuove la creazione di strutture d’autogestione concreta.
6 – In “Arti e Mestieri” devono essere favorite le aggregazioni specifiche di settore per dare maggiore incisività alle rivendicazioni e alle lotte del sindacato e per il raggiungimento degli obiettivi e finalità sopraddette. Le aggregazioni di settore del sindacato Arti e Mestieri collaboreranno tra loro e applicheranno il mutuo appoggio in difesa delle aggregazioni più deboli o di quelle che ne faranno esplicita richiesta.

7 – E’ compito degli iscritti ad “Arti e Mestieri” attivare e sostenere, anche economicamente, il sindacato. La partecipazione sarà, secondo le proprie possibilità, in modo non passivo, proponendo e discutendo il proprio pensiero e, sopratutto, agendo in prima persona in difesa  degli interessi dell’intera collettività.

8 – Le decisioni delle assemblee devono tendere all’unanimità; laddove questo non sia possibile, si farà in modo che le varie tendenze abbiano eguali opportunità d’esprimersi e di svolgere iniziative differenti, purchè queste non entrino in contrasto con le finalità e gli intendimenti di Arti e Mestieri e dell’USI-AIT.

9 – Organi decisionali:
9.1 – Il congresso generale nazionale (con cadenza triennale ed indetto dal comitato dei delegati attraverso la segreteria nazionale).
9.2 – Il comitato dei delegati (che verrà convocato dalla segreteria nazionale ogni qualvolta le sezioni lo riterranno necessario).
9.3 – L’assemblea nazionale di settore (per i settori)
9.4 – L’assemblea di sezione (per le sezioni)
10 – Organi esecutivi:
10.1 – La segreteria nazionale composta da: segretario generale; responsabile di cassa; responsabile del foglio di informazione; responsabili di settori o segretari di settori.
Letto e approvato all’unanimità

Parlar di Rivoluzione… mangiando dal supermarket?

Ma parla come mangi !!!

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Questo è quello che il “popolo porco” ha sempre detto a chi parla in maniera artificiosa per mascherare la sua realtà ed è anche quello che da anni mi ronza nella testa, quando tutti i più grandi discorsi    “rivoluzionari“ “legalisti” e “illegalisti” finiscono passando o non passando dalla cassa di un supermarket, quando attaccando il Potere  si è dipendenti dal Potere non riuscendo ad andare oltre: ed è questo oltre che mi interessa!

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Come fare a sganciarmi dal giogo-gioco di “guardie e ladri” inventando qualcosa dove non ci sia posto ne per guardie ne per ladri!
Uscire dalla sopravvivenza ed entrare nella vita; dove tutto quello che fai sviluppa le tue energie, le accresce, le moltiplica, togliendo sempre più spazio al Potere togliendogli l’aria di cui si nutre si gonfia e si tronfia : dimostrare concretamente che IL RE E’ NUDO!!!
Non penso di essere il solo o da solo nella storia e in quello che viviamo ad avere questo tarlo in testa, infinite esperienze legate da un filo ideale si sono spinte in questa direzione, ma su un filo ideale, mentre il Potere concretamente fa economia, capitalizza riuscendo a lucrare, ingrassandosi, anche con quel famoso filo ideale triturando il tutto all’interno delle sue logiche di mercato.

Per fare un esempio banale ma che molti di noi hanno vissuto, i famosi anni 70, nei quali le strade, le nostre case, le nostre sedi e le nostre tasche erano piene di carte che vomitavano le peggio cose contro potere e capitale ma che in ogni caso ingrassavano le industrie cartiere.

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Ora faccio un’ipotesi altrettanto banale: se nei famosi anni 70 ci fosse stata una nostra cooperativa di cartieri o una cartiera socializzata magari parte di quella tonnellata di miliardi sarebbe rimasta all’interno di un nostro circuito economico magari reinvestita, così incominciando a creare le basi concrete di un’altra economia. Se poi, questa banale ipotesi si allargasse ad un arco storico più ampio magari alle nostre origini, tenendo conto dei quantitativi umani influenzati dalle nostre idee e dei loro relativi bisogni ci resta facile immaginare i risultati; molto probabilmente non avremmo più un mondo nuovo solo nei nostri cuori ma lo avremmo anche intorno a noi; sicuramente almeno per un pezzettino ( quel poco di Anarchia possibile come qualcuno diceva).

Ma la Storia non si fa con i “se” ma nemmeno rincorrendo lucciole scambiandole per lanterne, io penso che si faccia molto più banalmente, collegando tra di loro in maniera intelligente piccole cose che diventano parti di un progetto concreto e preciso di trasformazione sociale e non di un ipotesi filosofica ( e, come dice sempre quel famoso “popolo porco” la filosofia non riempie la pancia, considerando sempre che, un sacco vuoto non sta in piedi manco da solo )

A questo punto, i “Puristi del Pensiero“ e i cultori della politica ovvero, come dice sempre quel famoso “popolo porco” del quale mi onoro di far parte, dell’arte di fregare il prossimo insorgeranno accusandomi di “anarchismo bottegaio“ cosa che mi inorgoglisce visto che sono un anarchigiano. E…poi…tanto per tagliar corto, vorrei consigliare a chi eventualmente avesse perso memoria di dare una guardatina alle nostre origini e a quella dell’Internazionale dei Lavoratori.

Chiuso i preamboli veniamo al dunque: Da anni ormai, rianalizzando l’ultima sconfitta disastrosa subita e vissuta direttamente nell’anni 70, mi son ritrovato a pensare che l’unico modo per battere il Capitalismo sia batterlo lì dove lui fonda le sue radici, dove trova la sua linfa vitale, dove si costituisce ovvero l’economia; costruire un’ economia diversa, che garantisca l’espressione di una socialità diversa, che trasformi il quotidiano giorno dopo giorno elevando sempre più la qualità della vita, che dimostri in maniera inequivocabile che si può, che l’utopia è un’invenzione del Potere, che l’Emancipazione è realmente nelle nostre mani, che la Rivoluzione è una cosa banale come andare a lavorare e che quindi tutti la possono fare giorno dopo giorno strappandola, finalmente, dalle mani degl’Eroi!.. e, che dà anche, più capacità, forza e resistenza nello scontro diretto e quotidiano col “padrone”.

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Da anni ormai, in molti, in modi diversi e in cose diverse abbiamo cercato di costruirci qualcosa che fosse più in relazione con le nostre idee e con le nostre esigenze, chi in ambiti rurali e chi in ambiti urbani, abbiamo costruito una ricchezza culturale e materiale abbattendo il muro tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, il che non è poco, ora bisogna incominciare ad allargarsi altrimenti rischiamo di rimanere schiacciati dal peso della nostra stessa fatica, dei nostri anni e di un mondo balordo sempre più difficile da ribaltare, diventando di fatto la peggior propaganda di noi stessi perché fatta solo di sconfitte.

Da un po’ di tempo abbiamo incominciato a confrontarci sulle nostre esperienze, verificando la necessità di collettivizzare i nostri percorsi in modo da renderli più visibili e quindi accessibili, l’Autogestione è tornata finalmente come necessità unica ed essenziale per costruire un percorso di Emancipazione e il Mutualismo è la spina dorsale di questo percorso.
Attrezzare l’economia che già abbiamo e che necessita sviluppare deve essere il nostro impegno per dare base concreta della società AUTOGESTITA che vogliamo e, l’Anarchismo torni ad essere, finalmente, la Pratica dell’Emancipazione Sociale!

Gino Ancona
Sindacato Arti & Mestieri
U.S.I.-A.I.T.
Tel. 333 4124262

rivoltalibera@libero.it
 

 

A proposito di Spacci Popolari Autogestiti

Sempre per quella famosa questione della serie – complichiamo tutto così non se ne fa niente – scrivo per cercare di semplificare e quindi fare.

Da sempre, in linea di massima, i Compagni lavorano per il Capitale ( in termini concreti ) sia come produttori che come consumatori ( del resto quello che il Capitale ha bisogno ), riservandosi una certa “libertà” mentale per sostenere momenti di critica che può assumere anche forma di ribellione ma che rimane strettamente vincolata e dipendente da quello che in concreto si produce – Capitale -.

Mi viene a mente, quello che troppo spesso mi son sentito dire da Compagni più avanti di me, quando, da ragazzino, li interrogavo sul che fare e la risposta, in sintesi, era sempre la stessa – propagandare l’Idea! perché finché non abbatteremo questa società infame tutto quello che faremo non verrà dalla fonte della Libertà e non sarà fonte di Libertà – il che sembra riconfermare la questione di sopra.

Nel frattempo ci sono Compagni che per motivi diversi o per avversione quotidiana a questa società sì son ritrovati a lavorare in proprio in settori diversi, dall’agricoltura ai servizi e per necessità di sopravvivenza il loro lavoro viene ugualmente venduto al Capitale, mentre altri Compagni sempre per sopravvivere sono costretti a comprare dal Capitale, magari, le stesse cose che quegl’altri Compagni hanno prodotto, tutta l’operazione ha un aggravio di costi tutto a beneficio del Capitale.

La cosa più divertente è che questi compagni s’incontrano spesso per complottare contro il Capitale, propagandando l’Idea, mettono su “organizzazioni” per liberare il lavoro dalla tirannia del Capitale e per dirindindina non riescono ad organizzarsi per arricchire meno il Capitale risparmiando sulla spesa e poi si lamentano pure che – non hanno i soldi per propagandare L’Idea, come meriterebbe, mentre il Capitale riesce sempre perché ha i soldi – .

Beh.. gli S.P.A. ( Spacci Popolari Autogestiti ) sono l’anello economico di congiunzione tra Compagni ( per incominciare e poi si vede ) per sottrarre quante più energie possibili al Capitale rimettendole in circolo tra Compagni migliorandoci l’esistenza … e … vi assicuro che anche l’Idea ne viene a guadagnare.

per la Rivoluzione Sociale
Gino Ancona
Arti e Mestieri U.S.I. – A.I.T.