Occhio alla penna… (e alla pelle degli altri)

Già edito su ilrovescio.info in una versione riveduta e aggiornata dal suo autore, un articolo di risposta spedito a “Umanità Nova”, che il settimanale aveva deciso cortesemente di non pubblicare.

Leggendo l’articolo Il sonno della ragione genera morti di Enrico Voccia (“Umanità Nova” del 18/03/2021), ho avuto diverse difficoltà a rilevare una sufficiente validità nella maggior parte delle opinioni e interpretazioni dei fatti espresse…

Ho l’impressione che la buona Fede positivista della linea editoriale della testata stia dando prova di segni di oscurantismo scientista, smentiti dalla semplice cronaca dei fatti….

L’articolo parte in maniera opposta a quello che potrebbe essere uno scritto di divulgazione scientifica.

Anziché semplificare spiegando, argomentando e documentando la tesi principale (la presunta sicurezza del vaccino O.G.M. AstraZeneca), l’autore assimila la complessità analitica e statistica ad un episodio personale nel campo della ricerca spaziale, lasciando intendere che l’ignoranza popolare non può capire aspetti fondamentali intellegibili esclusivamente agli esperti di turno.

Ma evidentemente, una spontaneità intuitiva può essere più lungimirante di fredde e arroganti logiche e statistiche, che, da mezzi e metodi per una ricerca scientifica seria, possono essere con facilità manipolati e resi strumenti di propaganda… le supposte resistenze di comprendonio vezzeggiate nell’articolo si mostrano per quello che sono: istinti resistenziali alle menzogne di regime.

Nei fatti il rapporto causale tra queste vaccinazioni O.G.M. e morti non è stato escluso fin dall’inizio, così come hanno raccontato i media italiani.

Nella conferenza stampa dell’Ema, se da una parte la Direttrice Generale Emer Cooke assicurava che il vaccino O.G.M. era sicuro ed efficace e che i benefici superavano i rischi escludendo un aumento del rischio complessivo (overall) dei casi di trombosi, dall’altra ha precisato di non poter escludere un collegamento con i casi verificatisi, mentre la Presidente del Comitato di Farmacovigilanza, Sabine Straus, interrogata sul tema, ha persino parlato di gruppi di rischio per le donne, in particolare in giovane età, su cui pendono ulteriori accertamenti1(cose che sono state ribaltate dai mass media: i Tg hanno annunciato come assolutamente esclusa detta correlazione, evitando ovviamente di menzionare i gruppi di rischio citati2).

Che la possibile correlazione non fosse una bufala, in Germania, dopo 31 casi di trombosi registrati a seguito del vaccino O.G.M, a maggioranza nelle classi di rischio sopracitate, deve essere diventato chiaro anche a chi non maneggia un minimo di significatività statistica, tanto da suggerire la sospensione delle vaccinazioni per gli under 603.

Dati più recenti smentiranno la rassicurazione paventata nell’articolo, secondo il quale «anche se però si trovasse una qualche correlazione causale tra vaccini e queste ultra specifiche cause di morte, staremmo parlando di pochissimi eventi su un milione»… si conterà infatti la media di 1 su 100000 e per i soli eventi trombotici4.

Dopo la sospensione del Canada per gli under 55, sarà la volta dell’Olanda che ne interromperà temporaneamente l’inoculazione per tutti fino al 7 aprile, mentre il Regno Unito, nonostante avesse collezionato 30 casi di trombosi dal 24 marzo, sembrerà tirare dritto per la sua campagna vaccinale5.

A chiunque tenesse occhi e orecchie aperti, non sarebbero apparse come fulmini a ciel sereno le parole di Marco Cavaleri, Capo vaccinazioni di Ema, che in un’intervista al “Messaggero” in data 06/04/2021 si lasciava sfuggire che, al termine degli approfondimenti disposti, «…diremo che il collegamento c’è, ma come questo avviene dobbiamo ancora capirlo»6.

L’ammissione verrà confermata ulteriormente e ufficialmente da Ema, ma circostanziata da una rilevante successione di minimizzazioni e relativizzazioni, a base del mantra/leitmotiv «i benefici superano i rischi».

Tale slogan sarà in parte smentito proprio dalla Gran Bretagna, almeno per la fascia 20/29 anni, per la quale la vaccinazione verrà valutata più rischiosa che utile7.

Chiudendo gli aspetti “tecnici”, nell’articolo in questione il tutto viene rimandato a dei riferimenti privi di autorevolezza. Da una parte i link a tre video del giovane Giacomo Moro Mauretto, un bravo ragazzo che in tutta buona fede, nelle vesti di divulgatore scientifico, cerca di ricondurre mentalmente a plausibili e accorate giustificazioni dei danni da vaccino, in maniera estremamente efficace per un pubblico televisivo, in quanto ricca di umanità , ma povera di dati, fonti, riferimenti.

Con un piglio più distaccato, se non cinico, non è di grande aiuto neanche quello che con il seguente link l’autore definisce «un approccio più evoluto»…https://it.wikipedia.org/wiki/Significatività

Mi permetto di far notare l’indelicatezza con la quale in soldoni si giustifica il sacrificio di alcune vite umane, a ipotetico beneficio della stragrande maggioranza della popolazione.

Quello che penso se ne possa dedurre non è soltanto una mancanza di tatto e rispetto nei confronti dei danneggiati da vaccino, ma persino la svalutazione di un principio che credevo cardinale… (almeno in certi ambiti): la sovranità (quindi significatività) dell’individuo (quindi non statistica).

Ma è quando si passa alle considerazioni politiche che emerge fra le righe l’arma ideologica dei governi più vigliacca di quest’epoca, leva della propaganda terroristica che accredita l’infondato paradigma etico di responsabilità verso gli altri… l’angelo sterminatore virale: grottesco paradosso per una letalità talmente esagerata, da rendere il capitalismo così attento a salvare vite umane8.

Secondo l’autore il caso AstraZeneca sarebbe una fake news tenuta in piedi dai mass media per questioni di audience e dal ceto politico per questioni di potere.

Pur dichiarando l’assenza di qualsiasi presunzione di dimostrazione, viene ipotizzata la possibilità di un complotto a danno dell’unica multinazionale disposta a mettere a disposizione il vaccino a prezzo di costo, a renderne disponibili le licenze, in generale a distinguersi dalle altre in questi termini, non tanto per questioni di efficacia e di sicurezza per le quali questi farmaci O.G.M. sperimentali sarebbero abbastanza simili.

Forse perché espresso con meno saccenza, questo passaggio sembra il più plausibile: che Pfizer e Moderna non abbiano prodotti con rischi tanto diversi da AstraZeneca può essere ricavato facilmente, ad esempio, dalla denuncia di un’associazione statunitense riportata dal “New York Times” e da “Fox News” 9.

Ma per una verifica un po’ più diretta, rimando ai dati ufficiali, che lasciano trasparire una maggiore dannosità, anche se in termini assoluti, di Moderna e Pfizer10.

Infine è da segnalare una dannosità non dissimile per il vaccino di Johnson&Johnson, (appena affacciatasi su mercati europei), che è stato sospeso precauzionalmente negli Stati Uniti, dopo 6 casi di trombosi11.

In ogni caso su inefficacia e pericolosità di questi vaccini O.G.M, l’articolista mostra non solo di non avere un approccio scientifico, evitando accuratamente di passare in esame elementi significativi e verificabili, documentazioni e argomentazioni, ma addirittura dando per scontata l’affidabilità di quegli istituti come AIFA e EMA che si scambiano vertici, amministratori e tecnici con le stesse multinazionali farmaceutiche, mostrando di essere un crocevia di conflitti di interessi… La mancanza di separazione di poteri è del tutto consuetudinaria in queste espressioni del capitalismo, d’altronde sono poteri talmente mastodontici – quelli di “Big Pharma” – che non fanno neanche attenzione a darsi una parvenza di credibilità, copulando incestuosamente con altre attività predatorie, dalla produzione di armi alle operazioni di alta finanza…

Probabilmente sarà per il fatto che, per approcciarsi razionalmente come ribadito nell’articolo, è inutile riportare un qualche riferimento concreto poiché i lettori, ignoranti e incapaci di applicare il concetto di significatività statistica, difficilmente comprenderanno l’importanza diretta ed indiretta di fermare questo virus grazie a questi vaccini O.G.M .

Preferendo un approccio ragionevole che si misuri sulla realtà, vi invito a prendere in esame seriamente i tabù dell’affare vaccini anti-Covid (efficacia reale, durata temporale e risarcimenti in caso di danni) e, per ultimo, lascio il finale a piccoli passaggi significativi, sgocciolati dalla propaganda quotidiana di regime e affiliati.

Ministro Enrico Giovannini, 18/03/2021 a Porta a Porta: …Attenzione, perché anche in altri Paesi non è che chi ha avuto il vaccino non possa trasmettere il virus, questo ci dicono gli studi, quindi non possiamo dire una volta tutti vaccinati il problema è risolto…

Dott. Lo Palco, 1/04/2021 a Piazza Pulita: …Lo abbiamo visto, lo abbiamo visto che alcuni medici vaccinati hanno comunque portato il virus in alcuni reparti…

Prof. Galli, 4/04/2021 a Otto e mezzo: …Attualmente abbiamo, ahimè purtroppo, delle reinfezioni degli stessi vaccinati dati da variante inglese, le segnalazioni sono ormai parecchie, niente di grave perché sono quasi tutte infezioni blande…

Vaccinati ma muoiono di Covid, “Il Giornale”, 1/04/2021: https://www.ilgiornale.it/news/mondo/malta-sei-persone-morte-covid-nonostante-avessero-completato-1935437.html

Regno Unito, dopo il vaccino 704 morti. Ma la percentuale è molto più bassa dei decessi per Covid, 3/04/21: https://www.iltempo.it/esteri/2021/04/03/news/regno-unito-morti-vaccino-pfizer-astrazeneca-virus-covid-26772187/

Vaccino Pfizer, anziana morta dopo tre ore: era guarita dal Covid un mese prima, 12/04/2021: https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/vaccino-pfizer-anziana-morta-dopo-guarita-covid-3264008/

1 Conferenza stampa Ema 18 marzo 2021 https://www.youtube.com/watch?v=qYmP02SIQNI

…The track review of the cases of thrombosis combined with thrombocytopenia has shown a predominance in some groups and notably in women and younger women, however at the moment it`s still premature to conclude on a very specific group because the background rik of thrombosis may be different in this group but it also be the case that more people have been vaccinated in this specific group for example reflecting the predominance of younger women know in the different member states different vaccination campaigns have been going on so the potential for the different levels is being of further evaluations like highlightned before and if minimization options are this will of course be further communicated.

2 https://nobufale.it/2021/03/21/vaccino-astrazeneca-casi-avversi-smascherate-le-fake-news-del-tg7-e-del-tg1/

3 https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/30/astrazeneca-la-germania-aggiorna-le-prescrizioni-sospese-le-vaccinazioni-a-chi-ha-meno-di-60-anni/6150092/

4 https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/canada-sospende-astrazeneca-under-55-dd652a9c-fee4-4a10-aa2a-46d5264cb24c.html

5 https://www.iltempo.it/esteri/2021/04/03/news/olanda-astrazeneca-sospeso-vaccino-morti-trombosi-fino-al-7-aprile-sprecare-dosi-26773043/

6 https://www.huffingtonpost.it/entry/astrazeneca-manda-di-nuovo-in-tilt-leuropa-disastro-ema_it_606c76f5c5b66c4ab6b787f6?utm_hp_ref=it-homepage

7 https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_08/vaccino-astrazeneca-ema-domande-risposte-d71c6bcc-97d6-11eb-b3c4-d1c4be2a345c.shtml

8 Rimando al valido documento https://ilrovescio.info/2021/03/15/laffare-covid-tra-emergenza-spettacolare-ed-epidemia-dolosa/

9 https://www.foxnews.com/us/coronavirus-vaccination-may-be-cause-of-rare-blood-disorder-in-at-least-36-people-report

10 https://dap.ema.europa.eu/analytics/saw.dll?PortalPages https://dap.ema.europa.eu/analytics/saw.dll?PortalPages https://dap.ema.europa.eu/analytics/saw.dll?PortalPages&PortalPath=%2Fshared%2FPHV%20DAP%2F_portal%2FDAP&Action=Navigate&P0=1&P1=eq&P2=%22Line%20Listing%20Objects%22.%22Substance%20High%20Level%20Code%22&P3=1+42325700

11 https://quifinanza.it/info-utili/vaccino-johnsonjohnson-sospeso-in-usa-casi-di-trombosi/480161/

Paolo Stefanoni

Difendere la propria Terra

NO TAV


Difendere la propria Terra è un dovere al quale è chiamato ogni bambino, ogni Donna e ogni Uomo!
Ognuno deve fare la sua parte,
ognuno con le proprie forze e capacità
ma soprattutto con volontà!
Ogni casa, ogni scuola, ogni luogo deve diventare un focolaio di resistenza.
Il sabotaggio della fonte di oppressione diventa essenziale per garantire la vita della nostra Terra!

Gino Ancona

Le Assemblee Civiche

Le Assemblee Civiche
Elementi modulari replicabili per una società libertaria e solidale.

Smettiamola con i farneticanti progetti politici di movimenti e partiti, rimbocchiamoci le maniche per costruire, nella quotidianità, una reale Rivoluzione Sociale facendo sorgere, giorno dopo giorno, una società nuova che scalzi progressivamente, per capacità e non per violenza, quella attuale basata sulla violenza del potere ed il privilegio di pochi.

Dobbiamo smettere di essere manovalanza di questo sistema di oppressione sociale ed economica basata sullo sfruttamento delle risorse e del nostro lavoro.

Risorse come le terre ed i mezzi di produzione, ma anche le arti ed i mestieri, vengono portate avanti e messe a fioritura e frutto, dal nostro lavoro quotidiano ed è da stupidi accettare che una ristrettissima parte parassitaria della società possa continuare ad arricchirsi attraverso le tasse che noi paghiamo su quello che è frutto del nostro stesso lavoro imponendo un modello parassitario che sta distruggendo le possibilità di vita del nostro Pianeta.

Quindi la creazione di meccanismi di controllo della spesa pubblica, per indirizzarla verso ciò che necessita realmente nelle varie comunità, diventa un primo passo essenziale per incominciare a riprenderci quello che è nostro perché frutto del nostro lavoro e per cambiare rapidamente rotta in favore della salute e dell’ambiente.

E allora basterebbe organizzarsi attraverso l’istituzione di assemblee civiche, Assemblee Cittadine Permanenti, nelle quali non si è più divisi per interessi politici e per speculare sulla collettività ma uniti dalla volontà di risolvere le questioni in favore di ogni singolo individuo e di conseguenza di tutta la collettività. La valorizzazione delle singole capacità diviene il perno intorno al quale far girare la nuova organizzazione della collettività dove è l’autorevolezza ad essere guida riconosciuta e non più l’autorità imposta.

Le modalità di funzionamento di questa nuova gestione delle comunità, siano essi piccoli centri o quartieri di città, saranno regolate dai singoli e dalle associazioni che parteciperanno in maniera attiva alle assemblee civiche, ogni associazione avrà pari rappresentanza del singolo individuo in modo da evitare che si possano formare interessi di parte. Le cariche assegnate dalle scelte assembleari saranno rigorosamente esecutive e su mandato, presentandosi dimissionarie alla successiva assemblea in modo che le responsabilità possano essere riconfermate o assunte da altri a rotazione così da evitare che si possano verificare accentramenti di potere di conseguenza assolveranno ruoli di coordinamento e non di dominio.

Sviluppare ed incentivare le capacità di ogni singolo individuo deve essere la linea guida per elevare l’intera collettività, è così che la futura società man mano prenderà forma. Non più autorità imposte ma autorevolezza riconosciuta e solidi principi mutualistici, come in natura è: vita armonica tra individui a loro volta in armonia con la natura.

Considerando quello che abbiano appena descritto come modulo organizzativo di una struttura sociale basterà replicarla a rete, quindi con i necessari “nodi” di coordinamento, per poter estendere su ampia scala l’organizzazione della società non più autoritaria e repressiva ma solidale e libertaria.

Solo l’azione diretta e volontaria, di ogni singolo per le sue capacità può essere la garanzia per tutta la collettività e alla luce della Storia, il continuare a sperare e credere, in “salvatori della patria” è solo segnale di profonda stupidità utile ai furbetti di turno per salvare e perpetuare, il sistema d’oppressione.

(Gino Ancona)

La rabbia che cresce

Non sarà una data che fa da spartiacque, di quelle che segnano il confine tra un periodo di rassegnazione e quello della sollevazione generale. Tuttavia, la giornata di oggi, 6 aprile, da l’idea del vento in arrivo, un caldo di libeccio carico di tempesta. L’A1 sbarrata in Campania, strade bloccate a Milano, Foggia, Imperia, infine tafferugli a Roma sotto il Parlamento.

Se i dominanti sono avvertiti, sono avvisate tutte le forze ribelli. Non basta alzare le vele in ordine sparso, occorre organizzare una flotta compatta che abbia una rotta e un comando generale. La storia sta ricominciando a correre, e noi si deve correre con essa, senza tuttavia perdere la bussola, riducendo al minimo gli errori. Due sono i pericoli che, come sempre in questi casi, occorre evitare: le fughe avventuristiche in avanti e gli atteggiamenti attendisti tipici di certi intellettuali che in nome della “rivoluzione perfetta” giustificano la loro ignavia — di coloro che sono affetti dalla sindrome del cretinismo elettorale non vale la pena parlarne, se non per dire che vanno bollati come parassiti politici e cacciati a pedate.

C’è quindi da riconoscere i limiti e debolezze della rivolta nascente.

Prima tuttavia una doverosa premessa. Se decenni di neoliberismo avevano tracciato un solco divisivo tra garantiti e non garantiti, tra inclusi ed esclusi dalla società del benessere, un anno di Covid, questo solco l’ha molto dilatato. L’astuta regia politica dei dominanti ha determinato una vera e propria spaccatura sociale. In questo contesto non è plausibile immaginare che i non garantiti debbano mantenere la calma, che debbano sopportare in silenzio una vita di stenti, ciò in attesa che i garantiti scendano nell’arena.

E’ evidente che per cambiare il Paese occorre un blocco sociale egemonico, conquistare il consenso della maggioranza. Nel contesto dato è però solo nel fuoco del conflitto sociale che si costruisce questo blocco; è nella battaglia che va costruito il consenso; che possiamo sperare di dividere il blocco sociale del nemico. Ciò si può ottenere a patto di riconoscere che c’è un blocco sociale capeggiato dal nemico, che questo blocco non è solo un che di sociologico ma ideologico — chi sta col nemico, inutile girarci intorno, giustifica la dittatura sanitaria, ha accettato, in cambio della sua “sicurezza” e del suo “benessere”, l’insicurezza e la miseria degli altri, e giustifica il proprio servilismo disprezzando i disobbedienti.

Lo abbiamo sempre detto, nulla si cambia senza sollevazione popolare. Lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: la forza motrice della sollevazione, giocoforza, saranno i settori sociali che la crisi getta sul lastrico, quelli che il sistema priva di ogni futuro.

Questa polvere di umanità che si va mobilitando, cha dal silenzio della vergogna scende in campo a viso aperto, essendo composta anzitutto dalla piccola borghesia e dal ceto medio pauperizzato, non possiede una tradizione di lotta e di autorganizzazione, né ha una coscienza politica vera e propria. E come un animale ferito che agisce ancora impulsivamente, in modo disordinato, addirittura corporativo. Comprensibile, dopo tante delusioni e tradimenti, la diffidenza verso i partiti di ogni colore. Come si superano queste deficienze? Coi sermoni? No, si superano anzitutto nella pratica, nella lotta, passo dopo passo, facendo in modo che il successivo sia più adeguato ed efficace del precedente.

Per questo c’è bisogno che i rivoluzionari stiano nel gorgo, fianco a fianco di coloro che si ribellano. Nella battaglia va superato ogni corporativismo categoriale, va costruita una rete di comitati locali per dare un’organizzazione, fino alla nascita di un vero e proprio fronte unito a scala nazionale per dare continuità e forza alla rivolta.

Questa è la sfida.

di Moreno Pasquinelli

https://www.marciadellaliberazione.it

Ciao Giulietto

Ci siamo scontrati un paio di volte poi, l’ultima volta, si è riusciti a ragionare perché aveva un po’ smesso la sua impostazione stalinista.
Sono addolorato!
Mi dispiace sia morto e poi proprio in questo momento, non potrà avere un funerale degno della sua statura.
(Gino Ancona)

Il comunicato del Vice Sindaco del Comune di Bitonto (BA)
https://www.facebook.com/AssessoreMangini/posts/2650912211687220?hc_location=ufi

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella – Muro Leccese

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

La storia dell’impatto antropico scellerato e le possibili soluzioni.

Curare l’ambiente per curare anche l’uomo!

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Dott. Michele Saracino (agronomo nutrizionista)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Auditorium Scuola Media Via Martiri d’Otranto, Muro Leccese (LE), venerdì 27, 2020, ore 18

info. +39 3494340474

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella – Castrì di Lecce

“Il COdiRO è solo un sintomo di quella terra morente uccisa dall’economia di profitto.
Il Salento andrebbe evacuato.
L’emergenza xylella è stata inventata per coprire il vero disastro facendone un altro e così da poter continuare tranquillamente a trarre profitto sulla pelle della gente che è complice del disastro stesso e il turismo ne è un apparente insospettabile esempio.”
(Gino Ancona)

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Dott. Michele Saracino (agronomo nutrizionista)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Sala delle Tabacchine, Piazza Municipio, Castrì di Lecce, venerdì 21, 2020, ore 18
Info. +39 3494340474

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Xylella – Leverano

Conferenza pubblica per spiegare in maniera semplice e scientifica da cosa è causato il disseccamento rapido degli ulivi e le relazioni di questo con le patologie tumorali nell’essere umano.

La storia dell’impatto antropico scellerato e le possibili soluzioni.

Curare l’ambiente per curare anche l’uomo!

Relatori:
Ing. Roberto Dammicco (ingegnere ambientale)
Dott. Giorgio Doveri (chimico e tecnologo farmaceutico)
Prof. Giovanni Pergolese (biotecnologo)
Dott. Carlo de Michele (medico)
Introduce Gino Ancona (coordinamento per la difesa del patrimonio culturale contro le devastazioni ambientali)

Teatro Comunale di Leverano (LE), venerdì 7, 2020, ore 18

info. +39 3494340474

MANIFESTO

Unione SIndacale Italiana U.S.I. A.I.T. Facendo seguito all’impegno preso a Riotorto, durante il riuscito dibattito sull’autogestione, ritengo doveroso lanciare a tutte le sezioni e a tutti i compagni il seguente appello:

PER UN RILANCIO DELLE PRATICHE AUTOGESTIONARIE

SOLIDARIETA’- LIBERA COOPERAZIONE E MUTUALISMO

L’Unione Sindacale Italiana è un’associazione di lavoratori che lotta per tutti i lavoratori, per la difesa delle condizioni di lavoro e di vita di tutti gli sfruttati. Una difesa che non sia solo resistenza, che pure è necessaria, ma capacità di immaginare, progettare e praticare alternative all’esistente. A costruire, anche e fin da subito pezzi di una società altra e antagonista rispetto a quella in cui viviamo.

Tre sono quindi le linee d’azione che dovremmo perseguire a parità di impegno:

 – L’attività sindacale in senso stretto, ovvero quella sui posti di lavoro, che è irrinunciabile e dovrebbe essere condotta in senso egualitario e ricompositivo rispetto alle divisioni create fra i lavoratori. Quindi, in coerenza con quelle che sono le nostre rivendicazioni nella piattaforma nazionale, l’abbattimento delle barriere tra lavoratori a tempo indeterminato, quelli variamente precari e quelli in appalto o in subappalto, richiedendo salari e condizioni normative uguali per tutti a parità di lavoro svolto.

– La presenza, attiva e fondata sull’azione diretta, nelle mobilitazioni e nelle lotte sociali, a livello locale come nazionale, siano esse di tipo ambientale, antimilitarista, antirazzista, contro il caro-vita; denunciando però le illusioni politiciste e referendarie.

– Lo sviluppo di concrete pratiche autogestionarie, mutualiste e solidariste e il collegamento fattivo tra quelle che già, pur disperse, esistono. Nella consapevolezza però che la parola va data ai fatti più che alle teorizzazioni.

Purtroppo, proprio quest’ultimo terreno lo abbiamo colpevolmente abbandonato da troppo tempo a culture politiche che nulla hanno a che spartire con i suoi valori più profondi.

E’ necessario dunque riprendere l’impegno sul piano autogestionario. Ed è soprattutto vitale, perché la crisi è sempre più dirompente per gli sfruttati e li riduce sempre più a puro livello di sopravvivenza.

Non possiamo e non dobbiamo non farci carico di queste necessità, perché la prospettiva autogestionaria fa parte del nostro DNA e si collega direttamente alle esperienze fatte dal movimento dei lavoratori fin dai suoi albori.

USI–Arti e Mestieri è in questa prospettiva uno strumento molto importante. E’ necessario dunque rilanciarlo, con forza e subito.

Guido Barroero

Segretario  nazionale  USI-AIT