venerdì, 18 dicembre 2015

Cento anni di storia operaia

Questa è la copertina dell’ultimo lavoro di Guido Barroero. 
La mattina del 25 Novembre ci ha chiamato il tipografo per dirci che finalmente era pronto, la legatoria aveva completato l’opera. 
Doveva uscire tre anni fa per il Centenario dell’Unione Sindacale Italiana ma i tempi erano decisamente diversi da quelli narrati. 

Guido ci ha lasciato nello stesso giorno senza poterlo accarezzare.

martedì, 24 novembre 2015

Il compagno Guido Barroero ci ha lasciati.

Questa notte il Compagno Guido Barroero ci ha lasciato
arrampicandosi sulla montagna più alta della vita
in alto come a lui piaceva
tenendo duro fino all’ultimo senza poter urlare
lasciando indietro chi lo ha amato
in alto
al di sopra delle miserie umane 
dei potenti miserabili e dei loro lacchè.
Avanti Compagni dall’Animo forte!
(Gino Ancona)

Concerto del primo maggio 2015

L’audio del concerto

Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
Il primo maggio 2015 in piazza Cavour a Bitonto si sono alternati musicisti e artisti sul palco allestito da Gino Ancona, membro del Coordinamento per la difesa del Patrimonio Culturale contro le devastazioni ambientali.

mercoledì, 29 aprile 2015

Primo Maggio a Bitonto

Radio Tsunami in’onda la città
live radio in piazza a partire dalle ore 17

BIS miscellanea impopolare – (Cooperativa Kokopelli – Bari)

TOKAREV – impro-rap

SPACE CAKES – rock blues band

FOLKÉMIGRA – musica tradizionale

LUCA MERCURIO & l’Apatimo Rosso

Dal palco si alterneranno interventi artistici e testimonianze

Intervento Finale
GINO ANCONA
(Usi Arti e Mestieri – AIT coordinamento per la difesa del Patrimonio Culturale contro le devastazioni ambientali)

PIAZZA CAVOUR – BITONTO

domenica, 04 agosto 2013

In ricordo di Renato Pontiroli

“Imparare ad essere povero di cose ma piena di energia inventiva, guerriero quando occorre ma delicato nei confronti del creato”. È morto il 21 luglio scorso Renato Pontiroli, esponente del bioregionalismo.

e' morto REnato Pontiroli

-Ci eravamo conosciuti alla Fiera dell’Autogestione a S.Martino in Rio (Reggio Emilia) nel ’98. Insieme lì costruimmo il C.i.R. (Corrispondenze ed informazioni Rurali).- Gino Ancona

Il 21 luglio è morto il nostro Renato, ma noi lo vediamo ancora in mezzo ai suoi boschi, fra il selvatico ed il coltivato del piccolo borgo abbandonato dove ha vissuto con la sua compagna Manu. Lassù teneva nel cuore non solo il suo luogo, ma una rete invisibile di persone e luoghi che traeva da lui ispirazione per una vita da riabitanti della terra.

Anni fa, nel primo numero di Corrispondenze e Informazioni Rurali, Renato ha scritto delle parole che erano una specie di manifesto-avvertimento: “Se non sapremo raccontare noi la gioia e la bellezza di questa vita, sarà La Repubblica a raccontarla!”. Ho ingrandito quelle parole e per anni erano appese alla parete di casa nostra. Così come Renato ha vissuto una vita “sottraendosi” come diceva lui alla società dei consumi, creando con la mente e le mani una vita fatta di pratiche antiche e accontentandosi di poco, si era anche offerto come raccontatore mettendosi a disposizione di chiunque voleva salire la sua montagna e bere alla sua sorgente.

Quando ha ospitato l’incontro annuale della Rete Bioregionale a Borgo Cerri nel 2008, abbiamo visto lassù una marea di giovani che lo circondavano, imparando non solo come fare per vivere fuori del sistema globale, ma sperimentando anche quel sottile sapere che si imparava unicamente standogli accanto, ossia come essere.

Renato era generoso con il suo sapere e nello stesso tempo era senza compromessi quando si trattava di difendere l’integrità di quel luogo e di quella vita. Imparare ad essere povero di cose ma piena di energia inventiva, guerriero quando occorre ma delicato nei confronti del creato, tutto questo saper essere l’ha versato dal 2007 anche nel blog dei Selvatici e nel rural network Bionieri che erano e rimangono una fonte dove dissetarsi. 

Grazie, Renato, per averci descritto con le tue parole, le tue immagini e soprattutto con le tue pratiche quotidiane la gioia e la bellezza che conoscevi così bene.

Etain Addey, Sentiero Bioregionale